DAL SENTIERO DEI BELVEDERE
AL DOSS CASTEL

PASSEGGIANDO NEL BOSCO TORNANDO INDIETRO NELLA STORIA…
DESCRIZIONE

Questo percorso offre la possibilità di entrare a contatto con la popolazione che viveva qui in epoca antica, conoscerne i segreti e visitarne i resti delle case.
Subito ci troveremo immersi in un contesto naturale unico: si entra in un fitto bosco, dove un bel fresco ci avvolge e ci dà sollievo dalla calura estiva; subito incontriamo cartelli esplicativi che raccontano di storie e leggende locali e che ci fanno subito calare in un’epoca per noi remota: quella dei Reti, l’antica popolazione che abitava queste montagne, contemporanea dei Romani.

Di origine etrusca, i Reti si stanziarono in questi luoghi facendone la loro casa, mentre i fondovalle ormai erano stati colonizzati dai più civilizzati romani; gli storici Plinio il Vecchio e Tito Livio narrano spesso della loro crudeltà e dei loro metodi “poco ortodossi”, ma secondo recenti studi, pare che abbiano “calcato la mano” per meglio sostenere i progetti di conquista della Repubblica (prima) e dell’Impero (poi) e renderli invisi ai compatrioti e degni d’essere estirpati; qui sul Doss Castel vi era uno degli insediamenti maggiori, al pari di quello di Sanzeno, nella vicina Val di Non.

Parco del Respiro Fai della Paganella Forest bathing
TAPPE SIGNIFCATIVE

Pian piano, arriviamo in una radura ove troviamo un bel pannello con le lettere dell’antico alfabeto utilizzato dai Reti (che subito ci fa capire la complessità delle traduzioni delle poche iscrizioni trovate); poco oltre, non si può non raggiungere l’antico villaggio retico, che consta di ben 4 ruderi visibili: lasciato il passeggino nei pressi degli alberi (tranquilli, nessuno lo porterà via) e presi i piccolissimi in braccio (o, eventualmente, alternandosi mamma e papà), si percorrono i pochi scalini in legno fino a raggiungere il sito archeologico, ancora in fase di scavo.

Tornati nel prato del Plan del le Ass, una sosta d’obbligo è alla radura del Faggio Magico dove fermarsi per raccogliere la sua energia e concludere la prima immersione nella foresta.

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INFO PRATICHE

Da qui un lungo corridoio erboso raccorda con Acqua e Faggi (non fattibile in passeggino), non prima però di averci mostrato l’ultima meraviglia, la calcara, ovvero la “fucina” dove venivano cotte le pietre per ottenere la calce si può quindi decidere si proseguire e compiere un nuovo tragitto alla scoperta di un’altra meraviglia di Fai della Paganella, oppure tornare fino al punto di partenza a ritroso sui propri passi, o servendosi di una parte del Sentiero dell’Otto (fattibile con passeggino), su strada quasi sempre asfaltata rientrare in paese.

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