FOREST BATHING

L’IMMERSIONE NELLA FORESTA

Il “Forest Bathing” è una pratica nata in Giappone col nome di “Shinrin Yoku” ed è molto diffusa in alcuni Paesi dell’estremo Oriente, dove essa svolge un grande ruolo nella medicina preventiva.
Diversi studi scientifici condotti in Giappone e Corea del Sud hanno dimostrato che alcune sostanze volatili componenti degli oli essenziali prodotti da diverse specie di alberi (“Phytoncides” o monoterpeni), se inalate in dose sufficiente e per un periodo di tempo adeguato inducono cambiamenti fisiologici prolungati nel corpo umano come la riduzione dello stress, della pressione sanguigna, innalzamento del sistema immunitario.
La pratica consiste in passeggiate nel bosco ripetute in giorni consecutivi, in modo da respirare per diverse ore l’aria naturalmente arricchita delle sostanze volatili terapeutiche emesse da alcune specie di alberi.

Nel Parco del Respiro di Fai della Paganella le aree forestali sono da considerare per il maggior potenziale emissivo di monoterpeni, sono sostanzialmente riconducibili alle aree con predominanza di faggi. Gran parte del Sentiero dei Reti attraversa questa formazione forestale, spesso mista ad abete rosso e pino silvestre e consecutivamente il sentiero Acqua e Faggi, che già oggi si sviluppa quasi completamente in faggeta, è stato invece prolungato verso Nord fino nei pressi della confluenza di due ruscelli.

DI COSA SI TRATTA

Il Forest Bathing è una pratica nata in Giappone col nome di “Shinrin Yoku” ed è molto diffusa in Oriente, dove essa svolge un grande ruolo nella medicina preventiva.

QUANDO FARLO

La faggeta è molto efficace a fine primavera-estate, quando la sua foliazione è al massimo. E se il bosco è ben esposto al sole, con lame di luce che penetrano fino al suolo, questo crea il magico effetto che tanto ci affascina.

DOVE PRATICARLO

Gran parte del Sentiero dei Reti attraversa questa formazione forestale, spesso mista ad abete rosso e pino silvestre. Questo si collega al sentiero Acqua e Faggi, che si sviluppa quasi completamente in faggeta, per poi prolungarsi verso Nord fino nei pressi della confluenza di due ruscelli.

BOSCO IDEALE

I faggi hanno un alto potere emissivo di monoterpeni, ma anche l’abete rosso, il pino silvestre e il larice sono buoni emettitori di queste sostanze. Un bel bosco maturo, con alberi ben sviluppati e dalla chioma espansa, è garanzia di efficacia per il “bagno di foresta”.

COME SI FA

Ci immergeremo nella foresta praticando il Forest Bathing, attivando tutti i nostri sensi e concentrandoli sugli stimoli ricevuti dall’ambiente circostante, saluteremo gli alberi con il tree hugging per avvicinare la nostra mente e il nostro spirito alla natura.

PER QUANTO TEMPO

Per approfittare al meglio dei vantaggi offerti anche dalle sostanze aromatiche emesse dal bosco, i medici ci dicono che l’ideale sarebbe trascorrere nel bosco almeno 10-12 ore nell’arco di 3 giorni, con singole sessioni di visita della durata di almeno 2 ore – 3 ore.

FOREST THERAPY

Un’escursione accompagnata da esperti dedicata al proprio spazio vitale, alla consapevolezza di quanto la natura sia la nostra casa e vada vissuta in modo lento e rispettoso, conosciuta e tutelata, raccontata con grande attenzione, e a come trarne il maggiore beneficio per se stessi.

CHE DICE LA SCIENZA

I monoterpeni, inducono benefici psicologici e fisiologici prolungati nel corpo umano, come la riduzione dello stress e dell’ansia, della pressione sanguigna, del livello di glucosio e degli elementi ossidanti nel sangue, il miglioramento del sonno e il rafforzamento del sistema immunitario.

Shinrin-Yoku

IMMERGERSI NELLA NATURA ALLA RICERCA DEL PROPRIO BENESSERE PSICO-FISICO

Questo è lo scopo della pratica che i giapponesi hanno denominato Shinrin-yoku, conosciuta nel mondo occidentale come Forest bathing. In Giappone è una pratica che ha tradizioni antichissime, basata sulla semplice osservazione del fatto che gli abituali frequentatori di un bosco o di una foresta si ammalano di meno, e che il governo nipponico ha promosso, come pratica salutistica, con notevole successo dagli inizi degli anni ‘80 del secolo scorso. Il valore terapeutico di questa pratica è stato poi dimostrato negli ultimi 15 anni con gli studi di diversi ricercatori, soprattutto di alcuni medici della Nippon Medical School di Tokyo.

Il “bagno di foresta” porta numerosi benefici al corpo e alla mente, con vantaggi per il sistema cardiovascolare, la riduzione degli ormoni dello stress, il miglioramento dell’umore e delle capacità cognitive. Però la scoperta più importante dei ricercatori giapponesi ha riguardato l’azione positiva sul sistema immunitario di alcuni componenti degli oli essenziali emessi naturalmente dagli alberi: respirare l’aria arricchita di queste sostanze (i monoterpeni) determina un aumento del numero e dell’attività dei nostri linfociti, in particolare di quelle cellule (linfociti Natural Killer) deputate al controllo dei virus e dei tumori.

Immergiti nella Natura

I TEMPI E I BENEFICI DEL FOREST BATHING?

Per praticare il “bagno di foresta” non serve una specifica preparazione fisica. Tutto quello che serve è passeggiare tranquillamente nel bosco, respirare lentamente a pieni polmoni, guardarsi intorno ammirando l’ambiente circostante, ascoltare i suoni della natura … e rilassarsi, concedendoci del tempo per noi stessi.

Per praticare bene il Forest bathing serve infatti un po’ di tempo.
I medici giapponesi ci dicono, con saggezza orientale, che l’ideale sarebbe prendersi il tempo necessario per raggiungere una permanenza complessiva nel bosco di almeno 10-12 ore nell’arco di tre giorni, con singole sessioni di visita della durata di almeno 2 ore – 2 ore e mezza.
Significa concedersi una breve vacanza dalle nostre occupazioni quotidiane e dedicarsi ad una frequentazione attiva degli ambienti naturali ricchi di monoterpeni come i boschi e le faggete di Fai della Paganella, per ottenere un beneficio per il nostro sistema immunitario, che peraltro avrà una durata di alcune settimane, fino a oltre un mese.
Con meno tempo a disposizione, un primo e favorevole effetto sulla riduzione degli ormoni dello stress si ottiene anche con una sola sessione di visita nella foresta, della durata di ameno 3-4 ore e percorrendo almeno 2,5 – 3 km, alternando alla passeggiata momenti di relax, contemplazione della natura o dei famosi balconi panoramici del Parco del Respiro, sempre curando la respirazione perché la maggior parte delle sostanze aromatiche benefiche per il nostro organismo viene assorbita attraverso i polmoni.

Il bosco ideale

ESISTE UN BOSCO IDEALE PER PRATICARE IL FOREST BATHING?

Molte sono le piante arboree che emettono monoterpeni, ma non può essere il nostro naso a guidarci in questa ricerca. La quantità minima efficace nell’aria di un bosco ricco di monoterpeni non è percepibile come “odore”: quello che riusciamo a distinguere come aroma del bosco si compone di tante sostanze, tra cui anche i monoterpeni costituenti gli oli essenziali di varie specie vegetali, ma non solo. Si potrebbe pensare che i pini, gli abeti ed altre conifere, essendo le specie più aromatiche e con il legno più profumato, siano i diffusori più potenti. Invece nei nostri ambienti – ed in particolar modo nei boschi circostanti l’area turistica di Fai della Paganella, sono i faggi che hanno il più alto potere emissivo.
Anche l’abete rosso ha capacità emissive buone, così come il pino silvestre e il larice, mentre l’abete bianco compensa la sua modesta emissione con una grande quantità di foglie (aghi), che spesso lo avvicinano ai potenziali salutari delle altre conifere. Dunque, è anche la quantità di foglie che conta, perché i monoterpeni derivano dall’attività fotosintetica delle piante: un bel bosco maturo, con alberi ben sviluppati e dalla chioma espansa è garanzia di efficacia per il “bagno di foresta”, specialmente se vi si trovano in prevalenza le specie sopra ricordate.

Quindi la faggeta è meno efficace d’inverno, quando i faggi non hann le foglie, ma il Parco del Respiro è un buon misto tra faggio e abete rosso, mentre è molto potente a fine primavera-estate, quando la sua foliazione è al massimo. E poiché la fotosintesi è anche funzione della quantità di luce che raggiunge il fogliame, un bosco ben esposto al sole e con sprazzi luminosi che penetrano fino al suolo, creando il magico effetto che tanto ci affascina, è di sicuro un luogo eccellente. Sono tutti requisiti che il Bosco del Respiro possiede: che sia dunque un bosco ideale? Non ci resta che scoprirlo…

Fattore standard di emissione media: 7,8 μg g-1 ora-1 (secondo Dindorf et al., 2005)
Sulla base delle misurazioni effettuate (valori dendrometrici) e dei dati bibliografici riguardanti le equazioni allometriche e i tassi di emissione standard del faggio, si stima che il potenziale emissivo di monoterpeni della faggeta adulta nell’area di Fai della Paganella superi di almeno un terzo quello corrispondente ad una foresta matura di Cryptomeria japonica.

La terapia segreta degli alberi
uscito negli USA, in Canada, Nuova Zelanda e Australia per l’Editore Rodale del Gruppo Penguin Random House.

Shinrin Yoku, di Qing, Ed. Penguin Random House 2018

Libri da leggere Forest bathing